Prodotti testati sugli Animali

Questa settimana l’Eco della Riviera vuole sensibilizzare i suoi lettori raccomandando la massima attenzione durante i propri acquisti. Sappiamo bene tutti che moltissimi prodotti in vendita, soprattutto delle migliori marche, vengono testati sugli animali. Una volta sola nella mia vita mi sono imbattuta in un video che illustrava come delle crocchette speciali destinate a cani con insufficienza renale venivano testate su un copioso numero di beagle… raccapricciante, una distesa di beagle a pancia all’aria che non riuscivano a muoversi, immobilizzati che piangevano… ed io dovrei acquistare un sacco di crocchette che come minimo mi costano € 80, se non € 120, per salvaguardare la salute del mio cane quando ne muoiono a centinaia per produrre tale alimento??? Ma io le compro di un’altra marca! A questo scopo, qui di seguito vi elenco solo le ditte più famose con i prodotti testati sugli animali.  Lo spazio di cui avrei bisogno corrisponde ad almeno 4 pagine dell’Eco, mi limiterò ai nomi più rinomati…Quando la leggerete anche a voi vi sorgeranno spontanee alcune domande tipo…. Cosa si testano sugli animali lo smacchiatore per i vestiti?…… beh, giusto un esempio: per verificare la digeribilità di alcune qualità di caffè, il prodotto è stato iniettato nello stomaco di gatti, a intervalli di cinque minuti; dopo di che, i gatti sono stati soppressi. Alcune modalità di esecuzione dei test potete trovarle illustrate sul blog http://rifugio.myblog.it

In ogni caso tutto ciò che sto per elencarvi qui di seguito è riscontrabile on line (www.transnationale.org).

 

  • Prodotti e alimenti per animali: Hill’s, Palmolive, Cesar, Chappi, Kit e Kat, MyDog, Pedigree, Royal Canin, Sheba, Wishkas, Advance, Catsan sabbia, Felix, Fido, Friskies, Gourmet, Purina, Veterinary Diets, Eukanuba, Iams.
  • Prodotti perla casa: Anitra Wc, Idraulico liquido, Mr. Muscolo, Bio shout, Via Và, Ajax, Fabuloso, Glade, Oust, Pronto, Ace, Ariel, Baleno, Bolt, Dash, Feebreze, Fairy, Mastrolindo, Nelsen Polin, Spic & Span, Swiffer, Viakal, Lavasbianca, Napisan plus, Vanish Oxi / Calgon (ex Calfort) anticalcare, Calinda, Cillit Bang, Glassex, Ava, Lanza, Lip Woolite, Quanto, Sole, Sole Marsiglia, Napisan superfici, Sole, Air Fresh, Air Wick, Antinsetticidi off e Raid, Bio Presto, Cif, Coccolino, Lysoform
  • Igiene personale: Acquafresh, Iodosan, Polydent, PoliGrip, Rinazina, Sensodine, sapone Lactacyd, Colgate, Dous Dous, LInesLei, Tampax (non voglio sapere come!), Clerasil, Infasil, Oil of Olaz, Noxzema, Topexan, Avon,  Demak’up, Max Factor, Dolce&Gabbana, Hugo Boss, Lacoste, Laura Biagiotti, Head & Shoulders, Keramine H, Pantene, Vidal, Adidas, Calvin Klein, Cerruti, Chopard, Daavidoff, Esprit, Jennifer Lopez, Joop!, Lancaster, Miss Sixty, Pierre Cardin, Rimmel London, Clerasil, Intima di Karinzia, Veet, Kukident, Durban’s, Mentadent, Paperino’s, Pepsodent, Atkinsons, Axe, Clear,  Denim, Dove, Fabergé, Impulse, Rexona, Sunsilk, Timotei, Valentino. Cosmetici: Lancome, L’Oreal.
  • Alimenti: Bounty, M&M’S, Mars, Snickers, Twix, dolcificanti Misura / Mivida / Dietor, After Eight, Fruit Joy, Galak, Le Ore Liete, Motta, Perugina, Quality Street, Smarties, Cheerios, Condipasta, Condiriso, Curtiriso, Dadi Maggi, La Valle degli Orti, Olio Sasso, Mare Fresco, KitKat, Lion, Antica Gelateria del Corso, La Cremeria, McDonald’s McFlurry. Solubili: Nescafè, Nespresso, Nesquik, Nestea, Orzoro, Ovomaltina, Milka, Ritz, Invernizzi, Jocca, Osella, Philadelphia, Susanna, Giravolte, Simmenthal, Spuntì, Mayonnaise, MatoMato, Caffe’ Hag e Splendid, Pringels, caramelle Victors, Bertolli margarina, Frioll, gelati Algida, Carte d’Or, Eldorado, Sorbetteria di Ranieri, Bertolli Santa Rosa (pomodori), Hellmann’s, Mayò, Top Down, Knorr, Creme Cusine, marmellate Santa Rosa. Surgelati Findus
  • Prodotti per neonati: Mio, Nestum, Nidina, Infasil, Lines, Linidor, Milton, Pampers.
  • Bibite: Acqua Brillante, Aranciata S.Pellegrino, Beltè, Chinò, Valsesia, Levissima, Panna,  S.Bernardo, Sanbitter, S.Pellegrino, Vera, Ice Tea, Lipton.
  • Altro: Duracell (batterie), Braun (depilatore Silk-épil, Rasoi e piccoli elettrodomestici), Lacoste (abiti, bigiotteria, calzature, occhiali, orologi, pelletteria)

Non voglio ora lanciare una campagna di boicottaggio, d’altronde se i prodotti che poi utilizziamo noi stessi non venissero testati sarebbe davvero pericoloso per tutti, animali e persone. Ovviamente non si può vietare di testare sugli animali, anche se esistono altre modalità per verificare la nocività dei prodotti. Sarebbe però opportuna una maggiore vigilanza nei confronti di queste ditte produttrici e dei laboratori dove vengono effettuati i test (es.:  la Friskies possiede regolare licenza del Ministero della Sanità Italiano per effettuare esperimenti presso il laboratorio di via Stradalta 35, Bertiolo – Udine) e delle norme molto più ferree con sanzioni pecuniarie ingenti.

Comunque, io personalmente i prodotti sopra elencati cercherò di non metterli più nel mio carrello.

Nel seguito modalità di esecuzione dei test

Tutti (ma proprio tutti) i rossetti, i rimmel, i fard, le creme, i detergenti e in generale i prodotti per la cura del corpo che vediamo negli espositori delle comuni profumerie devono aver passato positivamente una serie di test di laboratorio.

Questi test sono finalizzati ad identificare i potenziali effetti negativi di specifiche sostanze chimiche e per legge devono essere eseguiti su animali. I malcapitati, in ambito cosmetico, sono in genere i conigli (la maggioranza), i topi, i cani o i gatti, i quali sono sottoposti a trattamenti molto crudeli per la frequente assenza di anestesia, a volte richiesta proprio dall’esperimento, altre volte per negligenza del vivisettore.

I metodi per identificare la tossicità sono diversi: da quelli sull’infiammazione della cute e degli occhi a quelli sugli effetti subacuti e cronici, sulla cancerogenesi (insorgenza di tumori) e sulla mutagenesi (comparsa di anomalie genetiche).

I test cosmetici consistono nel somministrare all’animale l’ingrediente da testare in dosi massicce. Quest’ultimo non viene applicato nel modo in cui lo faremmo noi utilizzando il rossetto o la crema, come ingenuamente si potrebbe pensare, cioè spalmandolo dolcemente sulla pelle dell’animale e tutt’al più facendogli un’energica frizione…

Purtroppo i metodi di somministrazione sono ben diversi: la sostanza viene applicata, in dosi concentrate, direttamente sulla superficie oculare dei conigli (Draize Test oculare), oppure sulla pelle (Draize Test cutaneo) dopo che questa è stata abrasa al vivo, oppure ancora inalata.

Le sostanze da testate sono applicate in dosi concentrate direttamente sulla pellePer avere un’idea di quanto sia concentrata la dose basti pensare che molti animali ne muoiono e i sopravvissuti riportano gravissime ustioni e intossicazioni permanenti. I test in questione si basano sul concetto di individuare, dopo vari reiterati tentativi su gruppi di animali, la dose che ne determina la morte di una percentuale prestabilita. Per esempio una delle prove più comuni è l’LD 50 (Dose Letale 50%) che utilizza tra i 50 e i 60 animali ai quali viene introdotta a forza nello stomaco una sostanza per verificare quanta ne occorre per ucciderne la metà.

Questa sostanza può anche essere inalata sotto forma di gas: in questo caso si parla di LC50 (concentrazione letale 50%). Gli animali vengono lasciati soffrire fino a 2 settimane, nel corso delle quali accusano i seguenti effetti: vomito, diarrea, sanguinamento dagli occhi o dalla bocca, spasmi, convulsioni, soffocamento.

A questo punto si cerca, basandosi sul peso corporeo, di determinare la dose ottimale sicura per l’uomo. I metodi di trasposizione dei risultati sull’uomo e quindi i tentativi di predirne gli effetti su di noi sono rudimentali e approssimativi, quindi inaffidabili. L’unico risultato sicuro che emerge da questi test è l’effetto che la sostanza in questione produce sulla specie utilizzata, ma non su altre specie, tanto meno sull’uomo…

I risultati dipendono da età, sesso, specie utilizzata (addirittura i risultati cambiano utilizzando diversi ceppi della stessa specie), dieta, stato di salute, stabulazione e temperatura ambientale.

Dopo essersi documentati sulle pratiche di sperimentazione animale nel campo cosmetico, visto foto e filmati di animali sfigurati e sofferenti, sicuramente la parete della profumeria e la serie infinita di prodotti che la riempiono ben ordinati nei loro scaffali ci appariranno sotto una luce diversa.

Draize Test oculareTanta sofferenza per cosa? Per confezionare un’infinità di prodotti simili, ma non uguali: diversi quel tanto che basta per dire che sono unici, per poterli reclamizzare come tali, e dire che contengono la formula vincente e miracolosa anti-età.

Viene da chiedersi come sia possibile che per truccarsi o spalmarsi una semplice crema idratante si debba necessariamente contribuire a questo massacro infinito di animali, che si consuma silenziosamente, ogni giorno, tra le pareti dei laboratori delle case di cosmetici.

Benché come detto tutti i prodotti che troviamo in profumeria siano accomunati da questo macabro e triste iter di produzione vi è un altro genere di negozi – le erboristerie – dove, accanto ai cosmetici crudeli, se ne trovano anche di altri, assolutamente “cruelty free” (non crudeli, appunto) in quanto realizzati nel massimo rispetto di tutti gli esseri viventi. Dell’essere umano prima di tutto, in quanto sono prodotti di qualità e assolutamente sicuri, ma anche degli animali, ai quali non è stato torto nemmeno un capello. Infine dell’ambiente, perché si tratta di composizioni ottenute con erbe e piante, quindi a base di essenze naturali.

Le erboristerie offrono tra i loro prodotti quelli di ditte (Erbolario, D’Aymons, Helan, I Provenzali e molte altre visionabili nel sito http://www.facebook.com/l/a6939;www.consumoconsapevole.org) che utilizzano solamente ingredienti di base già validati, considerati sicuri, e quindi utilizzabili liberamente senza dover ricorrere alla sperimentazione animale.

Un’altra immagine di test cutaneiLe ditte “cruelty free” si impegnano così a non introdurre nessuna nuova sostanza nella formulazione della loro linea di prodotti. Potrebbe sembrare una restrizione a prima vista, ma se si pensa che sul mercato già esistono 15.000 sostanze disponibili, già pronte, collaudate e sicure, da poter utilizzare, si comincia a farsi un’idea di quanto sia immorale da parte delle (altre) ditte insistere a voler proporre ingredienti sempre nuovi, e incrementare la vivisezione, quando già ne esiste una gamma così vasta.

Il motivo per il quale le case di cosmetici sono sempre alla frenetica ricerca di nuove formule non sta nella volontà di ‘scoprire’ chissà quale crema dai poteri miracolosi, per il reale beneficio per il consumatore, ma sta in una mera tattica di marketing. Si mette a punto la nuova linea di shampoo a cui è stato cambiato solo il profumo per poter dire che è ‘nuovo’ (la classica dicitura ‘nuova formula’) e poter costruire la campagna pubblicitaria di lancio del nuovissimo e impareggiabile (!) prodotto. La Procter&Gamble è maestra in questa politica aggressiva di marketing e non a caso tristemente famosa proprio per contribuire in maniera massiccia all’industria della vivisezione.

La normativa che regola la sperimentazione animale ad uso cosmetico si sta lentamente evolvendo verso metodologie eticamente più accettabili, introducendo, gradualmente, il divieto ai test su animali, previa validazione di metodi alternativi. A partire dall’11 marzo 2009 (D.Lgs. 50/2005 che recepisce la Direttiva CE 2003/15) sarà vietata l’immissione sul mercato di prodotti cosmetici la cui formulazione finale, e i singoli ingredienti che la compongono, sia stata oggetto di sperimentazione animale, ad eccezione di tre tipi di test di tossicità, che rimarranno in vigore ancora fino al 2013.

Il logo Icea Lav, garanzia di cosmetici non testati su animaliIl rischio che quest’ultima data possa slittare è purtroppo un’ipotesi realistica, in quanto il bando completo previsto per il 2013 è subordinato alla validazione di tutti i metodi alternativi necessari, i quali hanno degli iter di approvazione estremamente lunghi e laboriosi.

Conviene quindi non fare troppo affidamento su questi traguardi legislativi bensì attrezzarsi per cominciare a prendersi cura del proprio corpo senza che questo comporti inutili sofferenze per tanti animali. E’ sufficiente individuare i prodotti ‘cruelty free’ e scegliere di rifornirsi solo da quelle aziende che si sono impegnate in una politica commerciale di tipo etico. Il marchio che rende riconoscibili i prodotti non testati è la dicitura “Stop ai test animali / Controllato ICEA per LAV “, spesso accompagnata dal logo di un coniglietto.

http://www.facebook.com/l/a6939;www.terranauta.it/a785/consumo_etico/cosmetici_il_trucco_e_non_torturare_gli_animali.html

Ho trovato questo sito dove tutto è spiegato in maniera dettagliata, purtroppo per quanto riguarda i marchi, che so che è la cosa alla quale tenete di più, ci sto ancora lavorando.
Ricordate sempre, e non mi stancherò mai di dirvelo, di cercare sempre il coniglietto con la certificazione ICEA per la LAV.

Grazie a tutti e buoni acquisti in tutti i sensi!!!!

Prodotti testati sugli Animaliultima modifica: 2010-05-07T13:39:36+00:00da aquea
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